Il Direttore Tecnico della Nazionale è necessario?

Correva l’anno 2014, quando l’allora neoeletto alla presidenza FIGC, Carlo Tavecchio, passò dalle vie ai fatti istituendo la figura del Direttore Tecnico della Nazionale Italiana di calcio, come da lui stesso preannunciato nel programma elettorale. Tavecchio era stato infatti eletto capo della FIFA al posto del dimissionario Abete, che scelse di fare un passo indietro dopo l’amara eliminazione degli azzurri nella fase a gironi del Mondiale brasiliano. “Bei tempi”, verrebbe da dire in quest’estate 2026 che ha visto l’Italia mancare la qualificazione ai campionati del mondo, nel frattempo allargati a 48 squadre dalla FIFA di Infantino, per la terza volta consecutiva. Casualmente, proprio da quando fu istituita la figura del Direttore Tecnico. Non si tratta di dubitare sulle capacità di persone, molte capaci di scrivere la storia del calcio italiano, che si sono avvicendati nel ruolo in una delle fasi peggiori del nostro calcio. Perché sempre costretti a muoversi nei sentieri stretti che vanno incontro alle esigenze di bilancio – limitato per un allenatore top – passando per il gradimento di istituzioni calcistiche, stampa e tifosi. Si tratta, più che altro, di trovare una quadra che porti ad individuare responsabilità chiare per iniziare un percorso virtuso in grado di riportare in alto la Nazionale italiana, come di riorganizzare per valorizzarlo al meglio il settore giovanile. Elementi in gioco determinante nella rapida risoluzione del rapporto tra il nuovo Presidente FiGC Malagò e Paolo Maldini, chiamato a ricoprire il ruolo di Direttore Tecnico della Nazionale dall’ex Presidente del Coni. È storia nota l’epilogo di 16 giorni dopo, con le dimissioni della coppia Maldini-Leonardo (dal ruolo di consulente) dovuta al caso Pirlo. L’allenatore bresciano, ora in forza con la squadra degli Emirati Arabi United FC, a dispetto dei pochi anni di esperienza e dei risultati non particolarmente entusiasmanti alla Juve ed alla Sampdoria, era diventato il preferito dalla coppia Maldini-Leonardo per affinità condivise sul modo di vedere il calcio. Il Presidente Malagò impose lo stop, dovuto ad uno sponsor russo che, tra gli altri, ha scelto Pirlo come testimonial. Al suo posto, Roberto Mancini torna CT dopo esser tornato dal Medio Oriente. Scelta del Presidente, al netto delle motivazioni ufficiali e delle indiscrezioni. Il ruolo di Direttore Tecnico, a questo punto, può tornare utile in fase di selezione giocatori ed in generale come ruolo di raccordo con la squadra. Ma per rilanciare un calcio italiano che non produce più talenti per aumentare le voci in capitolo di chi a calcio ha smesso o non ha mai giocato, mettere ogni tassello al proprio posto diventa uno degli obiettivi principali.

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